La più grande scoperta non è chi credi di essere, ma chi osserva ciò che credi di essere

Quando si parla di coscienza, la maggior parte delle persone pensa immediatamente ai propri pensieri, alle emozioni, alla personalità o ai ricordi.

Ma se la coscienza non fosse nulla di tutto questo?

Se la coscienza fosse invece ciò che osserva tutto questo?

Nel corso della vita impariamo a identificarci con una lunga serie di definizioni:

“Sono ansioso.”

“Sono timido.”

“Sono geloso.”

“Sono insicuro.”

“Sono una persona di successo.”

“Sono un fallimento.”

Ma osservando con attenzione ci accorgiamo che tutte queste condizioni cambiano continuamente.

Cambiano i pensieri.

Cambiano le emozioni.

Cambiano le convinzioni.

Cambiano le paure.

Cambiano persino i nostri desideri.

Eppure qualcosa rimane sempre presente.

Qualcosa che osserva ogni cambiamento.

Quel qualcosa è ciò che chiamiamo coscienza.

Riconoscersi nella propria coscienza significa smettere di identificarsi completamente con ciò che si osserva e iniziare a riconoscersi nell’osservatore.

Può sembrare una differenza sottile.

In realtà è una delle trasformazioni più profonde che un essere umano possa sperimentare.


Dalla reazione all’osservazione

Quando una persona si identifica completamente con i propri contenuti interiori, vive in balia di essi.

Se arriva la paura, diventa paura.

Se arriva la rabbia, diventa rabbia.

Se arriva l’ansia, diventa ansia.

Quando invece si riconosce nella coscienza, inizia a sviluppare una nuova prospettiva.

La paura non scompare.

La rabbia non scompare.

L’ansia non scompare.

Ma diventano esperienze osservabili e comprensibili.

Si crea uno spazio tra l’osservatore e ciò che viene osservato.

Ed è proprio in quello spazio che nasce la libertà.


Maggiore presenza nella vita

Una delle prime conseguenze di questo processo è la presenza.

La mente vive costantemente tra passato e futuro.

Rivive ciò che è accaduto.

Immagina ciò che potrebbe accadere.

La coscienza, invece, vive nel presente.

Più ci riconosciamo nella coscienza, più impariamo ad abitare il momento presente.

Non come tecnica.

Ma come naturale conseguenza della consapevolezza.


Sciogliere i blocchi che limitano il nostro potenziale

Molte persone desiderano cambiare la propria vita ma si sentono bloccate.

Vorrebbero avere più coraggio.

Più fiducia.

Più successo.

Più libertà.

Ma spesso combattono contro i sintomi senza comprenderne l’origine.

Il blocco non è quasi mai il problema.

Il blocco è il risultato di un’interpretazione.

Quando la coscienza osserva e comprende tale interpretazione, il blocco perde progressivamente la sua funzione.

Ciò che era nascosto diventa visibile.

E ciò che diventa visibile può essere trasformato.


Più coraggio, meno paura

La paura è una delle esperienze più potenti dell’essere umano.

Molte persone costruiscono la propria vita attorno ad essa.

Evitano.

Rimandano.

Si limitano.

Si proteggono.

Riconoscersi nella coscienza non elimina la paura.

Ma permette di non esserne completamente dominati.

La paura diventa un’informazione.

Non più una prigione.

Da questa nuova posizione nasce il coraggio.

Non il coraggio di chi non ha paura.

Ma il coraggio di chi non si identifica più con essa.


Diventare più difficili da manipolare

La manipolazione agisce sempre sugli automatismi inconsapevoli.

Sui sensi di colpa.

Sulle paure.

Sui bisogni di approvazione.

Sulle ferite emotive.

Più una persona conosce se stessa, più diventa difficile da condizionare.

Chi osserva le proprie dinamiche interiori smette progressivamente di reagire in modo automatico.

E acquisisce una libertà che nessuna pressione esterna può facilmente sottrarre.


Migliorare le relazioni

Molti conflitti nascono da interpretazioni inconsapevoli.

Spesso non reagiamo a ciò che l’altro ha fatto.

Reagiamo al significato che attribuiamo a ciò che ha fatto.

Quando cresce la consapevolezza, aumenta la capacità di distinguere i fatti dalle interpretazioni.

Questo migliora la comunicazione.

Riduce i conflitti.

Favorisce relazioni più autentiche.


Recuperare fiducia e sicurezza

La vera sicurezza non nasce dal controllo.

Nasce dalla comprensione.

Chi si identifica esclusivamente con il proprio personaggio ha continuamente bisogno di conferme.

Chi si riconosce nella coscienza scopre una stabilità più profonda.

Una stabilità che non dipende dal successo, dal fallimento o dall’approvazione degli altri.


Una nuova libertà

La maggior parte delle persone cerca la libertà all’esterno.

Più denaro.

Più tempo.

Più possibilità.

Ma esiste una forma di libertà ancora più profonda.

La libertà di non essere schiavi delle proprie paure.

La libertà di non essere schiavi delle proprie interpretazioni inconsapevoli.

La libertà di osservare la propria esperienza senza esserne completamente travolti.

È questa la libertà che nasce dal riconoscersi nella propria coscienza.


Il vero viaggio

Forse il più grande viaggio dell’essere umano non consiste nel conquistare il mondo esterno.

Consiste nel conoscere colui che osserva il mondo.

Perché nel momento in cui smettiamo di identificarci completamente con i nostri pensieri, le emozioni, le paure e le convinzioni, iniziamo a scoprire qualcosa di più profondo.

Iniziamo a scoprire la coscienza stessa.

Ed è proprio da questa scoperta che può nascere una nuova comprensione della vita, di noi stessi e della realtà che ogni giorno contribuiamo a costruire.

prof. Nicola Carpeggiani


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